Dacci oggi le nostre proteine

Foods High Protein – HP

       Ma quante sono le marche di cibi proteneizzati?

Foods High Protein - HP
                                                                  Foods High Protein – HP
                                                                                                                             

Proteine, proteine e ancora proteine offerte da tutte le parti: High Protein o HP.
Il cibo non proteico “normale” ormai è trattato come un cibo povero, quasi uno junk food.
Incredibile ma vero.

Se non c’è almeno il 20% di proteine, non è più cibo. Che storia. Che follia!

“Ma ciò che colpisce di più è la tendenza in crescita: la penetrazione dei prodotti proteici rilevati è passata dal 7% nel 2020, al 15% nel 2021 e al 29% nel 2022. I più affezionati – 2 milioni di famiglie – acquistano i prodotti ad alto contenuto proteico quasi 16 volte all’anno, per una spesa media di 68 € e sono responsabili di poco meno dell’80% del fatturato del settore”. (da Il Fatto Alimentare – Giugno 2023 – La carica dei cibi ricchi di proteine: ma a chi servono davvero? – Valeria Balboni).

In questa corsa alle proteine sono coinvolte anche pizze, piadine e persino la polenta (sic!).
Le proteine non conoscono limiti.

Sempre da “Il Fatto Alimentare”, alcune marche che producono alimenti proteinizzati:

  • Cameo propone creme dessert, mousse e drink a base di latte e caffè
  • Müller troviamo yogurt e mousse ricche di proteine
  • Yomo offre High Protein Kvarg, formaggio fresco magro, ad alto contenuto proteico
  • Danone la linea HiPro
  • Valfrutta propone frullati ‘proteici‘, in diversi gusti
  • Pro Up – marchio Eurovo a base di albume d’uovo (76%), con fibra di agrumi, aromi naturali, vitamina H, sucralosio come edulcorante e sorbato di potassio come conservante
  • Amadori propone un preparato per pancake proteici
  • Misura cracker proteici
  • Galbusera Protein biscotti
  • Valsugana preparato per polenta
  • Fiorentini gallette Super Protein
  • Náttúra le patatine 28 Protein Sport Chips

Tutti cibi in gran parte “ricomposti” e sovente ultraprocessati, paradossalmente destinati a un pubblico di “salutisti”.

Ne abbiamo già parlato in un articolo “Non mangiamo più i grilli” del 15/12/2022.
Ne ripubblichiamo una parte significativa.

 

E’ arrivato il mondo nuovo

Ma non trovate tutto questo fantastico, veramente stellare, oltre ogni più sfrenata fantasia.
Il mondo nuovo di Aldous Huxley è già tra di noi!

Un mondo magico, dove l’uomo può ormai creare il cibo astraendosi dall’intervento diretto della natura.
Impadronendosi del gesto più vitale per il singolo e per la specie tutta: il nutrirsi.

 

L’astronave USS Enterprise – NCC 1701
                                       L’astronave USS Enterprise – NCC 1701

Siamo tutti in Star Trek

Siamo tornati al futuro, in Star Trek, siamo sulla nave stellare USS Enterprise (NCC-1701) di classe Constitution, con il capitano Kirk e il vulcaniano Spock e soprattutto con il replicatore di materia a matrice molecolare.

Qui, il replicatore è capace di ricreare tutte le varietà di cibo, modellando la materia a livello molecolare e di produrre, a partire da materia grezza di base, inerte e facilmente immagazzinabile, qualsiasi sostanza.

Per quanto riguarda la materia organica, le strutture cellulari sono riprodotte per intero; tuttavia i vari organuli cellulari (mitocondri, cloroplasti, ecc..) non sono completi e non posseggono la loro funzionalità originale.

All’interno del nucleo, il materiale genetico non è organizzato per formare catene di DNA. Questo spiega come mai i replicatori non possano produrre nulla di vivo.

Confronto tra un replicatore che ha appena creato un cocktail, ed una stampante 3D che ha invece creato un bicchiere. La somiglianza dell’operare delle 2 macchine è veramente impressionante.
Confronto tra un replicatore che ha appena creato un cocktail, ed una stampante 3D che ha invece creato un bicchiere. La somiglianza dell’operare delle 2 macchine è veramente impressionante.

 

L’uomo del XXI secolo sfida gli dei in modo più forte e vincente di un Prometeo, di un Icaro e di tante altre figure mitologiche che l’anno preceduto.
Grande Giove, che storia!

Tempi moderni 1936 - La macchina per mangiare automatica
               Tempi moderni 1936 – La macchina per mangiare automatica

Tutte queste proteine fanno bene?

Sicuramente fanno bene, molto bene soprattutto a chi le produce, che può vendere la replica proteinizzata di cibi “normali” ad un prezzo molto più alto, in certi casi fino al doppio (100% in più!).
Se ne sentiva la mancanza?
Assolutamente no.

Riportiamo ancora dall’articolo già citato de “Il fatto Alimentare”.

Vale la pena acquistare questi prodotti? Abbiamo chiesto un parere a Stefania Ruggeri nutrizionista e ricercatrice del Crea-Alimenti e nutrizione.
“Direi proprio di no. – Dice Ruggeri – Nella maggior parte dei casi sono alimenti ultraprocessati e contengono molti ingredienti, tra cui edulcoranti e addensanti, sostanze il cui consumo quotidiano, secondo gli studi scientifici più recenti, aumenta il rischio di molte malattie a carattere cronico-degenerativo e riduce l’aspettativa di vita.
…….. Alcuni yogurt bianchi (Arborea, Ayo yogurt, Milk, Pro High Protein), per esempio, non contengono additivi e potrebbero essere utili nell’alimentazione degli anziani che vanno incontro a sarcopenia (perdita della massa muscolare) e le cui diete spesso sono povere di nutrienti.

Abbiamo bisogno nella dieta di un’elevata quantità di proteine?
“In generale no. – Fa notare Ruggeri – Numerosi studi mostrano che, nei paesi occidentali, molti adulti e purtroppo anche molti bambini assumono una quantità di proteine decisamente più elevata del reale fabbisogno.

…….la giusta quota di proteine è raggiunta facilmente con una buona alimentazione: per esempio consumando un bicchiere di latte, del pane integrale e qualche noce o mandorle a colazione, una pietanza a pranzo con un cereale integrale o pseudocereale (per esempio quinoa o grano saraceno), uno yogurt al pomeriggio e una porzione di pesce, carne o uova o legumi, a cena. Ovviamente sempre aggiungendo verdure e frutta”.

Abbiamo visto anche prodotti da forno come cracker e piadine e addirittura delle patatine. Possono essere interessanti?
“Il mio consiglio è di fare sempre attenzione sia alla lista degli ingredienti che alla tabella nutrizionale: – dice Ruggeri – la maggior parte di questi prodotti apportano una certa quantità di carboidrati e spesso anche zuccheri semplici, quindi non sono in realtà alimenti proteici. Farei un discorso diverso per gli snack a base di farina di legumi che spesso non contengono additivi e possono essere degli ottimi sostituiti dei più diffusi snack dolci e salati. Mangiare un po’ meno, in modo appropriato e fare attività fisica rimangono gli unici segreti per rimanere in forma e vivere a lungo.”

Senza dimenticare che, come il contenuto proteico, anche i prezzi di questi prodotti sono più alti della media dei prodotti analoghi.

 

Una vera perla: 45 ingredienti!! Alla faccia del cibo salutistico.
          Una vera perla: 45 ingredienti!! Alla faccia del cibo salutistico.

Altri pareri sul cibo proteico.

Come evitare i calcoli e proteggere i reni
Considerare i cibi aproteici.
Le proteine di origine animale come quelle contenute nella carne, nei formaggi, nel pesce e nelle uova vanno assimilate con moderazione.
È preferibile, per quanto è possibile, inserire nella dieta dei cibi “aproteici” come il pane, la pasta, i biscotti, la farina e il riso prodotti appositamente senza proteine e si trovano anche al supermercato. (Fabio Guarino – 07/08/2023)

Dieta Iperproteica e Danno renale: Le Proteine Fanno Male ai Reni?
I fattori che, invece, incidono sul rischio di contrarre patologia renale cronica sono: obesità, ipercolesterolemia, insulino-resistenza, iperuricemia, ipertensione.
La dieta da sola, nelle persone sane e in normopeso, non risulta essere causa di formazione di calcoli renali.
Tuttalpiù, potrebbe aggravare una tendenza già in atto.

Questo non è, ad ogni modo, un buon motivo per trascurare l’equilibrio nutrizionale.
(Team Mypersonaltrainer – 27.06.2022)

Ma le diete ad alto contenuto proteico fanno male ai reni?
Prima di entrare nell’argomento, dobbiamo chiarire due punti ad oggi fermi:

  1. le diete ad alto contenuto proteico possono essere dannose per le persone che hanno già una malattia renale cronica: come i soggetti diabetici, ipertesi, cardiopatici o obesi con microalbuminuria o anche quelli con un rene solitario, per fare qualche esempio. Le diete normo/ipo-proteiche sono generalmente consigliate per questi pazienti.
  2. per la maggior parte delle persone sane una dieta ricca di proteine non è generalmente dannosa, in particolare se seguita per un breve periodo.
    Meglio ancora evitando le carni lavorate e scegliendo piuttosto le proteine di soia, fagioli, noci, pesce, pollame senza pelle, carne magra, maiale e latticini a basso contenuto di grassi. (Dott. Emiliano Staffolani, MD, PhD, specialista in Nefrologia)

 

Queste proteine servono?

Chiudiamo prendendo affermazioni contenute nel numero del 21/09/2023 sempre del
“Il fatto alimentare”, sempre sulle proteine e sempre a cura di Valeria Balboni.

Vale la pena acquistare questi prodotti?
L’abbiamo chiesto ad Antonio Pratesi, medico nutrizionista.
“L’enfasi che oggi viene data ai prodotti alimentari Hp non ha alcuna ragione d’essere.
È un fatto commerciale derivato in parte dal falso concetto dietetico che demonizza tutti i carboidrati e che origina dalle diete low carb di tutti i tipi, a partire dalla fine 800, per arrivare alle più recenti diete paleo e chetogeniche. Non solo, anche in ambito scientifico, l’importanza che viene data alle proteine deriva in parte dal falso concetto che si era diffuso dopo la Seconda guerra mondiale, che identificava la malnutrizione nel mondo con una ‘carenza di proteine’. Ci sono voluti anni affinché si correggesse questa idea per arrivare a parlare giustamente di malnutrizione calorico-proteica.”

I prezzi degli alimenti Hp in effetti nella maggior parte dei casi sono più elevati degli analoghi ‘normali’.
Su questo incidono diversi fattori, fra cui la ricerca di nuovi ingredienti e nuove ricette e il fatto che di solito le confezioni di questi prodotti sono più piccole degli analoghi non arricchiti.
Ma non solo… “I prodotti ad alto contenuto proteico – conclude Pratesi – rappresentano una nuova frontiera del business dell’industria alimentare: creare alimenti che non sono utili e necessari, farli percepire come superiori rispetto ai prodotti analoghi non addizionati di proteine, per venderli a prezzo maggiorato.”

 

 

Proteine vegetali primarie, le migliori
                        Proteine vegetali primarie, le migliori